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Stagione Teatrale 2017/2018


3/4 marzo
ore 21,00
compagnia ComeDoveQuando
FOLLOWER

scritto e diretto da Pietro Dattola
con Flavia G. de Lipsis
elementi di scena Alessandro Marrone
una produzione DoveComeQuando / Festival Inventaria

Progetto vincitore
della RESIDENZA TEATRO STUDIO UNO 2016-17

Dall’autore
Premio Internazionale Flaiano under 30
Premio Oddone Cappellino
Premio Europeo di drammaturgia
Premio speciale CTAS under 35
Premio Matilde di Canossa-La Corte Ospitale

SEPPELLISCI I RICORDI, NINA.
NON SEMINARLI.

E se, tramite un’app, potessi essere seguito nella vita reale, anziché semplicemente sullo schermo?

E se, tramite un’app, potessi essere seguito nella vita reale, anziché semplicemente sullo schermo?
Se un tuo follower potesse realmente seguirti per tutta la giornata, restando invisibile e anonimo, e osservarti mentre prepari la colazione, vai al lavoro o incontri degli amici?
Prova nuove sensazioni, rendi più eccitante la tua giornata, aggiungi un pizzico di magia al tran-tran quotidiano, acquista una nuova prospettiva sulla vita, apri il tuo mondo agli altri, dai un nuovo significato alla tua esistenza, afferma la tua presenza!
Diventa il centro del mondo di qualcun altro. Scarica l’app e iscriviti subito. Se ricevi la notifica significa che qualcuno vuole seguirti! Per tutto il giorno, dalle 10:00 alle 20:00, il tuo follower ignoto riceverà da me alcune tue fotografie e la tua posizione GPS. Tutti gli altri dati resteranno confidenziali. Parola di app.
Fatti seguire!

Cosa rende così difficile il distacco da una persona amata? Quanto può essere difficile dire addio?
Nina è ancorata a una storia con Pietro che non le appartiene più. Farebbe di tutto per riaverla indietro. Perché un rapporto funzioni, occorre mantenere le giuste distanze. Quelle tra Pietro e Nina sono ormai abissali e ci sono casi in cui, se vieni bloccato nella vita reale, è per sempre.
Ma ora c’è un’app, Follower, con cui Nina crede di poterle accorciare. Non appena si convincerà che il suo follower potrebbe essere Pietro, Nina farà di tutto per rivederlo ancora una volta.

La linea d’indagine sviluppata in Follower è duplice.
Da un parte, quali motivi personali o quali dinamiche sociali potrebbero spingerci a decidere di seguire o di farci seguire? Se sapessimo di trovarci sotto lo sguardo altrui, il nostro comportamento sarebbe lo stesso di sempre? Chi ci conosce, ci riconoscerebbe? Quanto, da seguiti, ci trasformeremmo in “inseguitori” del consenso altrui? Fino a pochi anni fa bisognava apparire per essere qualcuno. Oggi bisogna farsi osservare semplicemente per essere. Oggi viviamo se, e finché, siamo osservati.
Dall’altra, il cuore battente di Follower è il tema del distacco. Staccarsi, accettare l’addio, la solitudine, l’indifferenza altrui, è un rischio. Se da un lato – tra i mille usi, più o meno leciti, accennati nell’opera – l’app si propone principalmente come moderno surrogato di un rapporto reale, dall’altra offre la possibilità di rievocare una presenza ormai impossibile, rischiando di ostacolare l’elaborazione del dolore, la crescita della persona, in nome di una consolazione nel migliore dei casi illusoria. Piccolo bene, grande male.
L’ambito semantico della parola “seguire” (follow, appunto) viene allora esplorato in tutte le sue accezioni. Seguire una persona in senso fisico ma anche metaforico; come sinonimo di dipendere da e come contrario di lasciar andare.

Informazioni su: http://www.dovecomequando.net/follower.htm


sabato 24/domenica 25 febbraio
ore 21,00
AQUILONI
Incontro di un Salvatore detto Salvo
e di una Maria detta Maddy
drammaturgia della compagnia
con Francesco Bernava e Alice Sgroi
regia di Nicola Alberto Orofino

Aquiloni racconta l’incontro di due anime eccezionali. Si chiamano Salvatore detto
Salvo e Maria detta Maddy. Un uomo e una donna, non come tanti. Salvatore detto
Salvo è un nullafacente, figlio di una suora, vive in un convento. E’ fortunato, trova
banconote e monete ogni giorno per strada, e per questo non ha bisogno di lavorare.
Maria detta Maddy è una prostituta, ama la musica, ha una figlia che si chiama
Angela, le storie dei suoi clienti sono la sua vita. Un uomo e una donna distanti… ma
solo in apparenza, distanti solo se si collocano all’interno di disinvolti schemi
tradizionali. Due anime che si dipanano in una storia (incontro) impregnata di
riferimenti letterari e spirituali, musicali e religiosi. Echi che sono inevitabili quando
l’incontro è memorabile. Marinella, Violetta e Alfredo, Maddalena e Gesù, Rose e
Jack riaffiorano nella memoria di Salvo e Maddy con l’errata consapevolezza
dell’estraneità… Aquiloni è contemporaneamente una storia antichissima e
nuovissima, religiosa e carnale, di terra e di aria, di acqua e di vino, di freddo intenso
e di caldo afoso, di vodka e coca cola…
Aquiloni è la storia di un incontro tra un uomo e una donna che nascondono un
segreto più potente della vita e della morte, più emozionante dell’amore, più doloroso
di un parto…
Salvatore detto Salvo e Maria detta Maddy sono due anime leggerissime, eppure
rimangono più pesanti dell’aria, ambiscono al cielo ma rimangono legati alla terra,
per volare hanno bisogno di sfruttare la forza dolorosa del distacco…
Salvatore detto Salvo e Maria detta Maddy vagano su questa terra come due
aquiloni… che leggerissimi rimangono più pesanti dell’aria, ambiscono al cielo ma
sono legati alla terra attraverso un filo, volano ma solo sfruttando la forza generata
dal vento…

A margine.
Aquiloni racconta un incontro.
Il teatro è luogo privilegiato dell’incontro e non tollera lo scontro sterile. E’ luogo di
scambio anche duro, ma mai ambiguo. Il teatro è l’incontro tra anime che si
riconoscono, che si distinguono, che praticano umiltà e rifiutano il pre-giudizio e
l’arroganza. Il teatro è luogo della professionalità non formale ma concreta, vera,
mostrata e praticata giorno dopo giorno in sala prove e in palcoscenico.
Se così è, Aquiloni è un progetto molto teatrale, concepito, maneggiato, e accudito da
anime molto teatrali. A questi esseri il mio sincero ringraziamento


sabato 3/domenica 4 febbraio
ore 21,00
FAMIGLIA
Sul fascismo e altre calamità
Melodramma contemporaneo – quasi una “novela” –
di e con
Norberto Presta

Un funerale in un quartiere di Buenos Aires, nella casa d’una famiglia di immigrati italiani. Una donna che rimane sola, senza famiglia, nessuno che le dica quello che deve fare. Un cugino che non arriva.
Più per curiosità che per amicizia alcuni vicini le fanno compagnia in questa serata definitiva. Lei accoglie i visitatori con biscotti da lei fatti, con le sue acque aromatizzate e i suoi misteri. Poco si sa di quella famiglia riservata che si è ridotta gradualmente, fino a rimanere solo lei, lei sola. Lei che ha finalmente qualcuno con cui parlare, che vuole approfittare della presenza dei vicini per raccontare ciò che non aveva mai confessato.
Norberto Presta interpreta Martita, una donna che rinuncia a tutto sedotta dalla nostalgia per un passato che non gli appartiene, intrappolata in uno stile di vita che accetta come unico, oppressa da un’ideologia che non può nemmeno riconoscere. Perché? Per ignoranza? Per ingenuità? Per paura? Per amore?

Norberto Presta
Attore, regista, insegnante e drammaturgo italo – argentino. Ha iniziato la sua attività
teatrale nel 1971. Ha studiato presso la Scuola della Città di Buenos Aires e il
Conservatorio Nazionale (Argentina). Nel 1981 partecipa all´ISTA (International
School of Theatre Anthropology) diretto da Eugenio Barba a Volterra – Italia. Nel
1981 arriva in Europa. Partecipa al festival di Santarcangelo nel 1981 e 1982. Da
allora lavora fra Europa, Argentina e Brasile. Ha scritto, diretto e interpretato circa
100 spettacoli, partecipando a festival in Italia, Messico, Austria, Repubblica Ceca,
Spagna, Argentina, Brasile, Ecuador. Sviluppa attività pedagogica intensa e collabora
regolarmente con gruppi di danza e teatro in diversi paesi. Le questioni sociali e
politiche sono il contenuto e la forma della sua creazione in un teatro dove il corpo e
l’immagine sono protagonisti.

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fvimeo.com%2F218660807&h=ATNiXtopDE5XJ7ba41D0-exV4ifSCjox7kzq-hDj681hispQpdpteGgxHBEb3ozDJBdZG9LJALXMZLmQaxkTIZPhrq8kwIIp3CA13yoC7MA2nWT75C4aoy7p30Mvyup1ZMA

27/28 gennaio
Ore 21,00
Il Castello di Sancio Panza
MOSTRO CALIGOLA
Mostro per avere troppo amato
Con
Monia Alfieri Gianluca Cesale e (forse) Giuseppe Giamboi
costumi Francesca Cannavò


20/21 gennaio
Ore 21,00
Compagnia Santina Porcino
IL CALAPRANZI
Di Harold Pinter.
Con Michele Falica, Francesco Natoli.
Regia Michelangelo Maria Zanghì.
Scene Francesca Cannavò.

sabato 9/domenica 10 dicembre
ore 21,00
TANDEM
ideazione e regiaSabinoCivilleri e Manuela Lo Sicco
testo Elena Stancanelli
con Manuela Lo Sicco e Veronica Lucchesi
spazio musicale DavideLivornese
luci Cristian Zucaro
disegno e costruzione tandem Mario Petriccione
posa in aria tandem Stefano Pasquali/La moto 34 Roma
organizzazione, distribuzione e ufficiostampaGiusiGiardina
web master Eugenio Notaro

laproduzione è statarealizzata da AssociazioneCivilleri/LoSicco in collaborazione con Santabriganti-Scenica Festival, Festival dell’Incanto, AssociazioneDemetrasupportoallaproduzioneExKarcereCsoa di Palermo, TeatroNuovoMontevergini.

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